Arnica





Storia

L’origine del nome Arnica è sconosciuta, anche se alcune supposizioni hanno portato ad individuarne la radice nella parola greca ptarmica che significa “starnutire”; infatti la pianta seccata e sminuzzata è uno sternutatorio altrettanto efficace quanto il tabacco. L’arnica, sconosciuta dagli antichi, viene per la prima volta citata da S. Ildegarda e in seguito usata dalla Scuola medica di Salerno. Più tardi venne impiegata soprattutto dalla povera gente per curare la febbre e per questo è stata chiamata anche “china dei poveri”. La pianta è però tossica e il suo uso è bene che sia limitato e controllato; l’ingestione dei suoi preparati in dosi forti provoca infatti disturbi all’apparato gastro- enterico e ai centri nervosi, tremiti, spasmi, scosse nervose, angoscia respiratoria, crampi e anche coma. L’arnica è inoltre una pianta protetta, è consigliabile quindi rivolgersi all’erborista per ottenerla anziché raccoglierla nei prati.

Parti usate

Si usano le foglie, le radici, i fiori.

Proprietà

Uso interno. È uno stimolante cerebrale del sistema nervoso, un vomitivo.
Uso esterno. Combatte le ecchimosi, le contusioni, le distorsioni.

Misure

acrilico su multistrato lucidato con satinatura trasparente

cm. 50x60x1,5

€600

 

 






Recent Portfolios